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MONACO 2002
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| 27 Maggio: Le dichiarazioni del lunedì |
| 26 Maggio: Vince Coulthard |
| 25 Maggio: Le prove Ufficiali |
| 24 Maggio: Motori spenti per la F1 |
| 23 Maggio: Le prove libere |
| 22 Maggio: Brawn: 'A Monaco bisogna sempre aspettarsi l’imprevedibile' |
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27 Maggio 2002 |
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Todt: 'Non si può essere delusi per un secondo posto'
Maranello, 27 maggio - Il Direttore della Scuderia Ferrari, Jean Todt, è stato chiaro nel commentare il risultato del GP di Monaco, nel quale Michael Schumacher è arrivato secondo dietro al pilota della McLaren-Mercedes, David Coulthard. "Penso che sarebbe davvero arrogante da parte nostra essere delusi per aver conquistato un secondo posto. Ovviamente in ogni gara alla quale partecipiamo speriamo di vincere ma sappiamo anche che non possiamo vincere tutte le gare". "Durante la gara di ieri, avevamo un pacchetto che valeva 16 punti; ne abbiamo conquistati 6 e credo sia positivo, se consideriamo tutto quello che è successo. Abbiamo aumentato di due punti il vantaggio nella Classifica Costruttori; avremmo potuto ottenere di più ma anche i nostri avversari avrebbero potuto far meglio. Anche Michael ha allungato il passo di 4 punti, perché ora Ralf ha 27 punti, come il compagno di squadra Montoya. La situazione in campionato è perciò positiva. Potremmo essere delusi solo se tutto il campionato consistesse di un'unica gara". A Jean Todt è stato anche chiesto se ora la McLaren possa essere considerata il principale avversario per il campionato. "Tutto questo è senz'altro originale, visto che due settimane fa non si sentiva altro che voci che dicevano che per la McLaren il campionato fosse già finito e che il team stesse già lavorando per il 2003. Questo almeno è ciò che ho sentito, e ora invece sono considerati fortissimi" - ha detto Todt - "Come al solito, la verità sta nel mezzo. La McLaren è un team molto forte e io ho grande rispetto per tutto ciò dimostrato tutto il potenziale delle nostre gomme; i nostri pneumatici, infatti, avevano bisogno di un po' più di tempo per essere davvero performanti. Di base non avevamo un ottimo bilanciamento con le nuove gomme ma in gara, dove si fanno molti più giri, avevamo pneumatici davvero buoni e che hanno dimostrato ottime prestazioni e resistenza". Oltre all'insolita posizione in griglia, Barrichello è stato anche penalizzato dal fatto di aver perso subito due posizioni al via. "La mia partenza è stata del tutto normale" - ha spiegato Rubens - "La McLaren ha però avuto una partenza migliore, perché era dalla parte più gommata della pista, e la Renault è riuscita a sopravanzarmi perché ha un ottimo sistema di partenza"."Sono molto dispiaciuto per non essere riuscito a conquistare punti"- ha proseguito Rubens -"perché la macchina, nonostante un cambio di comportamento, è stata molto veloce anche dopo l'incidente con Raikkonen". Barrichello si è detto davvero impressionato per la resistenza della sua vettura; il pilota Ferrari ha infatti ammesso che l'impatto non è stato affatto leggero. "Kimi chiudeva la porta ogni volta che io mi avvicinavo, perciò dovevo fare qualcosa. Sfortunatamente in quel momento avevo dei problemi con i freni. Ero troppo vicino, lui ha rallentato un po' e così ho cercato di passare all'interno. Kimi mi ha stretto ancora di più e frenando ho bloccato le gomme; a quel punto era impossibile evitare l'incidente". Pur non volendo contestare la decisione dei commissari sulla sua penalizzazione per l'incidente, Barrichello ha ovviamente una sua opinione sull'argomento. "Mi ha sorpreso la velocità con la quale i commissari hanno deciso di infliggermi la penalità dopo l'incidente" - ha spiegato il brasiliano -"Di sicuro non avevo intenzione di danneggiare né la mia gara, né quella dei miei avversari, ma quello di Monaco è un Gran Premio che è già deciso con le qualifiche del sabato, a meno che non si sia disposti a rischiare qualcosa. Io ero molto più veloce di Kimi, così ho cercato di sorpassarlo e quando ho visto che frenava in anticipo, ho pensato che fosse il momento giusto per provare a passare all'interno. Sapevo che poteva essere rischioso ma non credevo che alla fine ci saremmo toccati". (Vai al sommario)
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26 Maggio 2002 |
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Monaco 26 Maggio2002:Vince Coulthard
Lo scozzese sorprende Montoya al via e resta in testa fino alla fine. Secondo Michael Schumacher che precede il fratello Ralf. A punti Trulli, Fisichella e Frentzen Seconda vittoria a Montecarlo dopo il successo del 2000 per David Coulthard. Per lo scozzese si tratta della dodicesima vittoria in 132 GP disputati. La McLaren torna al successo dopo otto mesi. Era dal GP degli Stati Uniti che una vettura del team di Ron Dennis non transitava per prima sotto la bandiera a scacchi (allora ci riuscì Hakkinen). L’ultima vittoria di Coulthard invece risaliva a oltre un anno fa. Era il 13 maggio 2001 e lo scozzese vinceva il GP d’Austria. Per il team anglo-tedesco si tratta invece della vittoria numero 135 in 533 partecipazioni (il debutto avvenne nel 1966 proprio a Montecarlo). Quella odierna è la prima vittoria non targata famiglia Schumacher.In classifica Piloti Michael Schumacher sale a quota 60 e porta a 33 il vantaggio sulla coppia Williams Montoya-Ralf Schumacher, entrambi a 27 punti. Coulthard (20 punti) scavalca Barrichello (12) in quarta posizione. Nella classifica Costruttori la Ferrari arriva a quota 72 punti, ben 18 di vantaggio sulla Willimas che sale a 54 punti. Lo scozzese si è costruito questo successo nei primissimi metri. Al semaforo verde infatti va in panne il sistema di partenza della Williams Bmw di Juan Pablo Montoya. Ne approfitta David Coulthard per passare in testa alla prima curva della Sainte Devote. Dietro Michael Schumacher difende la posizione dall’attacco del fratello Ralf, mentre Rubens Barrichello non ha una partenza felice ed è passato sai da Kimi Raikkonen sia da Jarno Trulli, sempre molto a suo agio lungo le strade del Principato.I primi dieci giri offrono uno spettacolo emozionante. Il leader Coulthard va subito in crisi con le gomme Michelin e fatica a tenere il ritmo degli avversari. Montoya, e i fratelli Schumacher lo tallonano a pochi decimi di distacco, ma sorpassare a Monaco è davvero un’impresa. Una trentina di chilometri (pari a poco più di 8 giri) e le gomme della McLaren dello scozzese si stabilizzano, la crisi è superata e il pilota di Ron Dennis torna a girare su tempi di assoluto valore mettendo un secondo e mezzo tra lui e gli inseguitori.Il primo pilota a baciare il guard rail monegasco è lo scozzese Allan McNish. Al 15esimo giro il cordolo interno della Sainte devote catapulta la sua Toyota all’esterno e l’urto è inevitabile. Ben più spettacolare il botto di Sato al 23esimo giro. Il giapponese sbatte sotto il Tunnel, esce intraversato fino alla Nuova Chicane e va ad appoggiarsi al guardrail. Fisichella che lo seguiva da vicino è lesto a frenare e evitare l’impatto. In pista restano i detriti della Jordan e per un paio di giri le bandiere gialle rallentano tutte le monoposto quando transitano all’uscita del Tunnel.Attorno al 31esimo giro cresce la preoccupazione al box McLaren. Il motore Mercedes di David Coulthard fuma in maniera sinistra. Potrebbe trattarsi soltanto di una perdita d’olio, ma c’è preoccupazione: quest’anno infatti il propulsore teutonico ha nell’affidabilità il suo tallone d’Achille. Conforto arriva dal cronometro: lo scozzese infatti non sembra rallentare.
Al 40esimo giro Rubens Barrichello alla Nuova Chicane tampona violentemente la McLaren di Kimi Raikkonen. La F2002 decolla sulle ruote posteriori del finlandese. Il ferrarista torna ai box per sostituire l’ala anteriore, mentre Raikkonen deve fermarsi per i danni riportati dall’ala posteriore. I commissari fermano il brasiliano con uno "stop and go" per l’incidente. Rubens esce dalla corsia dei box con troppa foga e subisce una seconda penalizzazione ("drive-through") che lo costringe a navigare nelle retrovie.Colpo di scena al giro numero 47 quando Montoya deve far passare Ralf Schumacher. Il motore Bmw del colombiano infatti fuma e cede poco dopo. Il colombiano non si ferma subito e innonda d’olio un lungo tratto della pista. Al pit stop David Coulthard riesce a conservare la testa della corsa grazie a un’ottima manovra della squadra ai box. Lo scozzese infatti torna in pista davanti ai fratelli Schumacher con Michael che precede Ralf, staccato però di oltre 20".Ottima la prestazione degli italiani con Trulli e Fisichella rispettivamente quarto e quinto, seppur staccati di ben oltre un minuto, con Frentzen sesto e ultimo dei non doppiati. Per l’abruzzese si tratta dei primi punti iridati della stagione.Al 67esimo giro brutto incidente al brasiliano Massa che alla Sainte Devote va violentemente a sbattere contro le barriere. Il pilota non esce subito dall’abitacolo e quando lo fa mostra i segni del violento choc da decelerazione.
Prossimo appuntamento il GP del Canada in programma il 9 giugno. (Vai al sommario)GP di Monaco - Todt: 'Ci aspettavamo una gara difficile'
Monte Carlo, 26 maggio - Jean Todt: “Ci aspettavamo una gara difficile, considerata la grande difficoltà nell’effettuare i sorpassi su questa pista, e così è stato. Tutto sommato, siamo soddisfatti del risultato, che ci consente di migliorare leggermente la nostra posizione in entrambi i Campionati. Oggi in pista avevamo il pacchetto macchina-gomme Bridgestone più veloce ma la particolare configurazione del tracciato ci ha impedito di approfittarne. Mi dispiace per Rubens che, malgrado una bella prestazione, non è riuscito a fare meglio del settimo posto: la posizione in griglia ed i due posti persi alla partenza lo hanno subito messo in una situazione difficile, che si è poi complicata ancora di più con l’incidente e la doppia penalità subita. Michael ha fatto una gara perfetta, facendo tutto quello che era possibile. Partiamo per la prossima tappa della stagione con la consapevolezza di avere tutto il potenziale - fra macchina e gomme Bridgestone - per vincere altre gare.”(Vai al sommario)
GP di Monaco - Schumacher: 'La macchina era buona'
Monte Carlo, 26 maggio - Michael Schumacher: “Penso che la nostra macchina fosse sufficientemente veloce per farci rimanere in testa se fossimo riusciti ad andarci ma David è riuscito ad accumulare un buon vantaggio su Montoya. Se non avessimo avuto un po’ di traffico dopo il pit-stop magari avrei potuto essere ancora un po’ più vicino a David quando è rientrato in pista: devo dire che hanno fatto un bel lavoro e hanno meritato la vittoria. Ho continuato a spingere perché a Monte Carlo non si sa mai cosa può succedere ma David ha guidato bene e non mi ha mai dato una possibilità di passarlo. Sono cose tipiche di questa gara: anche se sai di essere più veloce non puoi far altro che aver pazienza. E’ stato piuttosto interessante guardare così da vicino Montoya per molti giri. La macchina era buona oggi ed i doppiati si sono comportati bene, lasciando strada a chi era più veloce.” (Vai al sommario)GP di Monaco - Barrichello: 'Una gara da buttar via'
Monte Carlo, 26 maggio - Rubens Barrichello: “E’ stata una gara alla fin fine noiosa. Quando sai di avere una macchina capace di vincere e rimani dietro a vetture più lente è frustrante. Al via, ho perso due posizioni e lì la mia gara è stata subito in salita. Ad un certo punto, avevo visto una possibilità per superare Raikkonen: sono passato dall’esterno all’interno e lui, frenando, mi ha chiuso. Non potevo fare più nulla e l’ho tamponato. Devo ringraziare chi ha costruito questa vettura perché è davvero robusta: dopo l’incidente sono riuscito a proseguire e la macchina continuava ad essere abbastanza veloce, anche se con un po’ di sovrasterzo. E’ stata una gara da buttar via perché, come ho detto all’inizio, avevo una macchina vincente.” (Vai al sommario)GP di Monaco – Team molto mattinieri
Monte Carlo, 26 maggio – Fino ad alcuni anni fa, il GP di Monaco prendeva il via alle 15.30 (si mormora che la decisione fosse stata presa per consentire alla Famiglia Reale di terminare il pranzo prima dell’inizio della gara!). Oggi, per adeguarsi alle regole televisive, il Gran Premio monegasco partità alle 14, come la maggior parte delle gare europee. In ogni caso, i meccanici sono arrivati in pista un po’ prima del solito, per i consueti problemi logistici legati alla conformazione del paddock di Monte Carlo. Il warm-up di questa mattina prevede un lavoro particolarmente intenso per la Scuderia Ferrari Marlboro; il team di Maranello, infatti, ha portato al circuito del Principato ben due vetture di riserva, proprio per la facilità con la quale qui a Monaco si rischia di rovinare qualcosa contro le barriere. Questo significa che Michael Schumacher e Rubens Barrichello proveranno la vettura di riserva per la prima volta nel weekend e approfitteranno della mattinata anche per effettuare prove di pit stop. Questa attività, infatti, è difficile da svolgere durante i giorni di prove, a causa dell’affollamento che normalmente si registra nella pit lane. La Ferrari è fortunatamente in parte avvantaggiata dal fatto di avere, in quanto squadra Campione del Mondo, il primo box all’entrata della pit lane. Per ciò che riguarda le previsioni del tempo, oggi il cielo presenta alcune nuvole ma non è prevista pioggia per la gara di questo pomeriggio, settimo appuntamento della stagione di F1. (Vai al sommario)GP di Monaco - Frentzen vola nel warm-up
Monte Carlo, 26 maggio – Il warm-up del GP di Monaco ha riservato una sorpresa; Heinz-Harald Frentzen, che ieri si era qualificato in tredicesima posizione con la sua Arrows, è stato il pilota più veloce, con un tempo di 1’20”875. Probabilmente la monoposto del pilota tedesco aveva un carico di carburante inferiore rispetto a quelle dei suoi colleghi, anche perché la Arrows è solita adottare strategie di gara inusuali. Michael Schumacher ha fatto segnare il secondo tempo (1’20”972); dietro di lui, il pilota della McLaren-Mercedes, David Coulthard (1’21”547). Jarno Trulli è quarto con la Renault (1’21”952) e il quinto tempo è di Kimi Raikkonen (1’22”052). Rubens Barichello chiude la rosa dei primi sei, con 1’22”076. Se Frentzen che ha realizzato il miglior tempo è stata la sorpresa, sicuramente anche il pilota della Williams non è dove ci si aspettava che fosse. Il colombiano, infatti, è solo ventesimo.Entrambi i ferraristi avranno a disposizione qui a Monte Carlo una vettura di riserva, che hanno potuto provare per la prima volta questa mattina. Michael ha completato nove giri con la sua vettura da gara e 8 con il muletto, mentre Rubens ha effettuato 16 giri in tutto, sei dei quali con la vettura di riserva. Nessuno dei due piloti ha apportato cambiamenti al set-up della vettura. Visto che la strategia a un pit stop è praticamente obbligata su una pista come questa, la decisione da prendere si limiterò al momento nel quale effettuarlo. Solitamente le vetture partono abbastanza leggere, per poter sfruttare una maggiore agilità nella prima parte della corsa;rifornire troppo presto, però, potrebbe causare problemi. Inoltre su un circuito cittadino stretto e tortuoso come quello di Monaco, la probabilità di incidenti è piuttosto alta e, di conseguenza, anche quella dell’ingresso in pista della Safety Car, cosa che rende la scelta della strategia un’operazione piuttosto complicata. (Vai al sommario)
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25 Maggio 2002 |
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GP di Monaco – Schumacher è terzo e Barrichello quinto, con Montoya in pole
Monte Carlo, 25 maggio - Dopo una serrata lotta che ha visto cambiare più volte, nel corso della sessione, l’autore della pole position del GP di Monaco, è stato il colombiano Montoya ad avere la meglio, ottenendo il miglior tempo con la sua BMW-Williams. "La mia vettura è andata bene sin dall’inizio e migliorava ogni volta che apportavamo dei cambiamenti. Le gomme Michelin hanno lavorato davvero bene e per fortuna sono riuscito a fare un giro pulito e senza problemi nel mio ultimo tentativo, nonostante due piccoli errori” – ha detto il pilota Williams, che ha segnato un tempo di quasi un secondo inferiore a quello della pole dello scorso anno. La seconda piazza è andata a David Coulthard su McLaren-Mercedes, che ha perso l’opportunità di ottenere la pole a causa del traffico. “Questo circuito si adatta alla nostra macchina più di ogni altro in questa stagione” – ha spiegato David – “E questa è di sicuro la migliore possibilità che abbiamo di ottenere un buon risultato. Credo infatti che possiamo far bene”. Michael Schumacher è stato il più veloce fra i piloti al volante di vetture gommate Bridgestone e, nonostante una sessione un po’ complicata, ha ottenuto il terzo tempo. “Ho abortito il mio primo tentativo perché ho trovato molto fumo nel tunnel ed ero preoccupato che ci fosse olio sul tracciato” – ha detto Michael, che ha avuto problemi anche al suo secondo tentativo, a causa di qualcosa finitogli in un occhio, e anche al terzo, per il traffico in pista. Nell’ultimo tentativo, però, le cose sono andate meglio e il pilota tedesco ha detto di essere felice per il terzo posto. “Sappiamo che le cose possono cambiare molto velocemente e la sessione di oggi sfortunatamente ne è la prova” – ha proseguito Schumacher – “Penso comunque che abbiamo buone possibilità”. Ralf Schumacher prenderà il via proprio accanto al fratello, dopo aver ottenuto il quarto tempo con la sua BMW-Williams. I problemi di traffico che solitamente si verificano sul circuito monegasco hanno causato non poche noie anche a Rubens Barrichello. Il brasiliano si è trovato in pista sempre in momenti di grande affollamento, tranne che al suo ultimo tentativo, nel quale è riuscito appunto ad ottenere il quinto tempo. Dietro di lui, il finlandese Kimi Raikkonen, sesto nonostante un altro incidente in mattinata (oltre a quello che l’aveva visto protagonista giovedì, costringendolo a restare senza girare per gran parte del tempo) e un problema al motore sulla sua vettura da gara, che l’ha costretto a prendere la vettura di riserva di David Coulthard.
Jarno Trulli e Jenson Button sono riusciti a piazzare le due Renault in quarta fila sulla griglia di partenza, con le due Toyota di Mika Salo e Alain McNish a completare la rosa dei primi dieci, sottolineando così il dominio delle gomme Michelin, con solo le due Ferrari, tra le monoposto gommate Bridgestone, nelle prime cinque file. Giancarlo Fisichella ha ottenuto l’undicesimo tempo con la sua Jordan-Honda, subito davanti ad Heinz-Harald Frentzen, mentre una nuova sospensione posteriore sulla Arrows ne ha considerevolmente migliorato le prestazioni, che però sono state messe in ombra dall’exploit delle vetture gommate Michelin qui al circuito di Monaco. Felipe Massa è stato il più veloce fra i piloti Sauber, quattordicesimo davanti alla BAR-Honda di Jacques Villeneuve, mentre Nick Heidfeld è indietro al 17° posto per problemi con il traffico durante i suoi giri lanciati. Durante le qualifiche, il solo incidente dell’esigente circuito di Monaco è stato occorso alla Minardi di Alex Yoong, durante il suo primo giro di lancio. Tornato in pista al volante della macchina del suo compagno di squadra Max Webber, Yoong è poi riuscito a rientrare in griglia proprio all’ultimo giro, mentre Webber ha segnato il 19° tempo, davanti alle due Jaguar di Pedro De la Rosa e di Eddie Irvine, che hanno dovuto lottare per migliorare la loro performance nonostante le gomme Michelin. (Vai al sommario)GP di Monaco - Michael tocca i 100
Monte Carlo, 25 maggio - Con la partecipazione al GP di Monaco che si correrà domani sul circuito cittadino del Principato, Michael Schumacher raggiungerà quota 100 nel numero di Gran Premi disputati con la Ferrari.Il team ha festeggiato questo pomeriggio il suo pilota nel motorhome nel paddock di Monte Carlo, consegnandogli una targa ricordo sulla quale, insieme a uno foto della squadra, sono stati riprodotti tutti i nomi dei Gran Premi corsi dal pilota tedesco.A celebrare l'importante traguardo raggiunto da Michael, oltre a Jean Todt e a tutto il team Ferrari, anche il Presidente Montezemolo, giunto questa mattina a l circuito monegasco per assistere alle qualifiche."E' davvero bello vantare un tale record, è un onore per me" - ha detto Michael - "Il fatto di stare insieme per così tanto tempo dimostra la fiducia reciproca che caratterizza il nostro rapporto. Abbiamo trascorso dei bellissimi momenti insieme e se penso al prossimo anno non posso che vederlo insieme alla Ferrari".Michael ha anche espresso il proprio pensiero su quanto detto dal Presidente Montezemolo a proposito del GP d'Austria. "Noi consideriamo molto importanti i nostri tifosi. Gli ordini di scuderia sono stati dati anche in passato, e i nostri tifosi li hanno accettati" - ha detto Michael - "Probabilmente è questo il motivo per il quale la loro reazione ci ha così sorpreso. Ma questo non significa che non diamo importanza a ciò che pensano, quindi credo sia stato ragionevole agire così".I festeggiamenti di questo pomeriggio non si sono limitati a Michael Schumacher; infatti si è approfittato dell'occasione per augurare buon compleanno a Ignazio Lunetta, il r esponsabile Ricerca e Sviluppo che compie oggi 46 anni, e per un brindisi supplementare per i 30 anni di Rubens Barrichello, già festeggiati giovedì pomeriggio.
(Vai al sommario)GP di Monaco - Todt: 'Una sessione di qualifica difficile'
Monte Carlo, 25 maggio - Jean Todt: “Per la prima volta nella stagione non abbiamo una macchina in prima fila: questo dimostra che se tutto il pacchetto non è ottimizzato al cento per cento, subito gli altri ci sono davanti. Sapevamo che sarebbe stata una sessione di qualifica difficile perché i nostri avversari qui vanno molto forte. Inoltre, più che in ogni altro circuito, il traffico ha un ruolo determinante a Monte Carlo: lo abbiamo visto sia per Rubens che per Michael. In ogni caso, la strada è ancora lunga: c’è una gara da disputare e, anche se qui i sorpassi sono molto difficili, possiamo raccogliere punti importanti per i due Campionati.” (Vai al sommario)GP di Monaco - Schumacher: 'Una giornata piena di eventi'
Monte Carlo, 25 maggio - Michael Schumacher: “E’ stata una giornata piena di eventi. Stamattina ho avuto un problema elettrico e ho dovuto rinunciare al mio primo tentativo nelle qualifiche perché sono finito in una nuvola di fumo nel tunnel e pensavo che ci fosse dell’olio in pista. In un altro tentativo sono stato rallentato da Montoya – sono cose che succedono su questo circuito – e poi mi è finito qualcosa in un occhio. Francamente, devo dire che siamo stati un po’ indietro sin dall’inizio de weekend e qui ci sono più macchine gommate Michelin nelle posizioni di vertice. Abbiamo sempre detto che le cose possono cambiare molto velocemente e oggi ne abbiamo avuto una conferma. Comunque, il terzo posto non è poi male e in configurazione da gara dovremmo essere più competitivi. Se non lo fossimo, dovremo cercare di portare le macchine al traguardo e raccogliere più punti possibile.” (Vai al sommario)GP di Monaco - Barrichello: 'Una giornata non perfetta'
Monte Carlo, 25 maggio - Rubens Barrichello: “E’ stata una giornata non perfetta. La macchina non era male ed aveva il potenziale per darmi la prima fila, purtroppo il traffico ha influito in maniera determinante sulla mia posizione in griglia. Nel secondo tentativo ero molto veloce ma Coulthard mi ha bloccato; poi, anche negli ultimi minuti, ho avuto del traffico. A Monte Carlo non si può fare un bel tempo se non si trova la pista libera.” (Vai al sommario)
GP di Monaco - Brawn: 'Abbiamo una buona gomma per domani'
Monte Carlo, 25 maggio - Ross Brawn: “Abbiamo avuto giornate più tranquille: stavolta, abbiamo dovuto lottare un po’ di più. Il risultato è stato più o meno quanto ci aspettavamo. Credo che abbiamo una buona gomma per domani e siamo in una posizione discreta per la gara. Abbiamo detto molte volte che tutto può cambiare e che le cose non possono sempre andare lisce. Ci sono dei circuiti dove abbiamo un vantaggio grazie alle gomme Bridgestone mentre qui le Michelin sembrano avere un leggero vantaggio.” (Vai al sommario)
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24 Maggio 2002 |
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GP di Monaco – Motori spenti per la F1
Monte Carlo, 24 maggio – Com’è tradizione per il GP di Monaco, il venerdì è un giorno di pausa per la Formula 1. Le prove libere del Gran Premio sul circuito monegasco, infatti, si tengono il giovedì e quindi oggi nel paddock il clima è stato decisamente più tranquillo, anche se il personale di molti team è comunque arrivato in pista per preparare le vetture ad affrontare le qualifiche di domani.Dopo la leggera pioggia di ieri, oggi su Monte Carlo splende il sole e la temperatura è decisamente più alta; tutti i turisti e gli ospiti delle numerose barche ormeggiate nel porto in previsione della corsa di domenica hanno potuto, quindi, finalmente approfittarne per prendere il sole o per trascorrere del tempo passeggiando per il Principato. Anche Rubens Barrichello ha approfittato della giornata libera e ha trascorso un po’ di tempo insieme alla propria famiglia. Il pilota brasiliano, però, è comunque arrivato in circuito con la moglie Silvana e con il piccolo Eduardo. Il bambino ha così potuto vedere da vicino per la prima volta la macchina con la quale suo padre affronta in Campionato del mondo.Anche se le monoposto di F1 lasciano oggi spenti i motori, il programma della pista prevedeva comunque altre attività. Oggi, infatti, si sono tenute le prove di qualificazione del GP di Monaco di F3000, che si correrà domani, e le prove della Porsche Michelin SuperCup, la cui gara sarà invece disputata nella mattinata di domenica. (Vai al sommario)
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23 Maggio 2002 |
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GP di Monaco - Williams e Jordan sostengono la Ferrari
Monte Carlo, 23 maggio - Jean Todt ha partecipato questo pomeriggio alla conferenza stampa FIA sul circuito di Monaco. Insieme a lui anche Sir Frank Williams ed Eddie Jordan che hanno sostenuto il punto di vista del Direttore della Scuderia Ferrari a proposito di quanto accaduto nel GP d’Austria. Molte delle domande dei giornalisti, infatti, hanno riguardato nuovamente proprio la decisione presa dalla Ferrari nello scorso Gran Premio. Sia Williams che Jordan hanno detto, infatti, di aver dato in passato ai propri piloti ordini di scuderia e si sono detti certi che questo accadrà anche in futuro. “Smettetela di rendere le cose difficili a Jean” – ha detto Jordan – “Sta facendo un ottimo lavoro e tutti vorrebbero essere al suo posto!” A Todt è stato chiesto se e quanto sia rimasto sorpreso delle reazioni, in alcuni casi molto dure, seguite al GP austriaco.“Sarebbe sbagliato dire che ci aspettassimo reazioni come quelle alle quali abbiamo effettivamente assistito” – ha detto Todt – “Però è successo e lo terremo presente in futuro”.“Non posso prevedere quella che sarà la strategia della Ferrari in futuro” – ha risposto il Direttore del team di Maranello quando gli è stato chiesto se questo lo porterà a decidere diversamente nel caso si ripresentasse la stessa situazione – “La Ferrari pensa che sia il caso di applicare una determinata strategia quando si verificano particolari circostanze ed è quanto successo in Austria. Abbiamo pensato che in quel momento non potevamo permetterci di perdere quattro punti. Indipendentemente dal fatto che sia stata una decisione giusta o sbagliata, quella è stata la nostra decisione e vogliamo rimanere coerenti con ciò che abbiamo fatto. Ho sentito i miei colleghi dire quanto sia dura la Formula 1, ed è vero, lo è anche per la Ferrari. La Ferrari è in Formula 1 da moltissimi anni e ha attraversato sia momenti belli che momenti meno belli. E’ anche capitato che perdessimo il campionato all’ultima gara e se adesso possiamo evitarlo, ci sentiamo in dovere di farlo”.
A Todt è stato anche chiesto se la Ferrari si sia scusata con il Primo Ministro austriaco.
“No, non ci siamo scusati. Sappiamo di non aver seguito integralmente il protocollo del podio ma non risponderò qui, perché la giusta sede per la risposta è il Consiglio Mondiale della FIA davanti al quale siamo convocati per il 26 giugno e al quale daremo una risposta”. Alcuni giornalisti hanno anche fatto riferimento al GP d’Austria del 1998, quando la McLaren aveva molto vantaggio in campionato rispetto alla Ferrari ma la Scuderia del Cavallino era riuscita a far diminuire tale vantaggio. A Todt è stato quindi chiesto se il vantaggio che ora la Ferrari detiene nel campionato possa considerarsi simile a quello che la scuderia anglo-tedesca aveva nel 1998 e quanto, di conseguenza, fosse necessario far vincere Michael. “Forse non sapremo mai se e quanto sia stato necessario” – ha detto Jean Todt – “Non penso si possa paragonare il 1998 a d oggi perché, se ricordo bene, non c’era la battaglia fra le due case fornitrici di gomme che c’è quest’anno, e sappiamo bene quanto siano determinanti al momento gli pneumatici. Mi dispiace dirlo davanti a Eddie ma noi siamo probabilmente il team più forte fra quelli che utilizzano le gomme Bridgestone. Ci troviamo a competere con altre squadre molto forti gommate Michelin e sappiamo perfettamente che se gli altri migliorano il loro pacchetto, allora potremo trovare molte macchine sulla nostra strada. Detto questo, sappiamo anche di avere una buona macchina e di aver bisogno di migliorarla, cosa che proviamo a fare ogni giorno, lavorando sul motore e sul telaio. Tuttavia il ruolo delle gomme è davvero importante e non possiamo prevedere quale evoluzione avrà: io non credo che nessuno, in questa stanza, posso prevedere quale casa fornitrice di pneumatici avrà la meglio. Non sappiamo cosa potrà succedere: potrebbe essere che nelle prossime gare saranno i nostri competitori a dominare, e noi dobbiamo essere preparati a questo."A Todt è stato quindi chiesto e oggi, con la supremazia tecnica e il vantaggio in punti cementato dopo l'Austria, prenderebbe nuovamente la famigerata decisione. "Credo sia giusto essere precisi" - ha puntualizzato Jean Todt - "non credo che dopo sei gare di campionato il nostro vantaggio sia così solido. Per quello che riguarda le case automobilistiche non ci sono grosse differenze, ma per quello che riguarda i piloti, probabilmente abbiamo un vantaggio. Ci troviamo nella stessa situazione del 2000, quando Michael conduceva la classifica di 22 o 24 punti e dopo tre gare era di nuovo indietro. Mi ricordo di aver detto ai miei ragazzi prima di Monza che, con tre gare ancora da fare, se volevamo conquistare il Campionato, dovevamo vincerne almeno due. Fortunatamente siamo riusciti a vincerne tre su tre. C'è ancora molta strada da percorrere e conosciamo questo mondo così bene, da dire che finchè non si è conquistato il titolo fisicamente il titolo, non si può dire di averlo in pugno." (Vai al sommario)GP di Monaco - Una 'griglia' insolita
Monte Carlo, 23 maggio – E' improbabile che la classifica dei tempi delle libere di oggi si ripeta anche sabato pomeriggio. Se così fosse, però, quella del GP di Monaco sarebbe una griglia di partenza davvero insolita. Il più veloce nella sessione di prove libere del giovedì è stato Jarno Trulli con la Renault, con un tempo di 1’18.915. Dietro di lui Alan McNish su Toyota, con 1’19”361, e David Coulthard, 1'19"597 con la sua McLaren-Mercedes. Quarto, e primo fra i gommati Bridgestone, il pilota della Jordan-Honda, Giancarlo Fisichella (1’19”680). A riprova del fatto che probabilmente la Toyota avesse poca benzina a bordo, il quinto tempo è stato segnato da Mika Salo(1’19”815). Ralf Schumacher ha ottenuto il sesto tempo con la sua BMW-Williams. Come di consueto nel giovedì di Monaco, durante le prove si sono viste più volte bandiere gialle e anche bandiere rosse, che hanno interrotto la sessione. Le due Jaguar si sono entrambe fermate dopo aver urtato contro le barriere; stessa cosa per Kimi Raikkonen, che non ha neanche potuto prendere parte alla seconda parte di prove. Alex Yoong (Minardi), Felipe Massa (Sauber) e Jenson Button hanno tutti avuto "incontri ravvicinati" con le barriere, mentre Enrique Bernoldi è stato costretto a parcheggiare la sua Arrows che perdeva fumo dal posteriore. Con la pioggia leggera caduta sul tracciato negli ultimi minuti della seconda parte di prove libere, i piloti della Scuderia Ferrari Marlboro si sono concentrati sul set-up delle vetture mentre gli altri team hanno alleggerito il carico di benzina e hanno cercato un assetto da qualifica.
Questo spiega perché le F2002 si trovino in settima e undicesima posizione. Barrichello, che ha preceduto il suo compagno di squadra, ha percorso 43 giri; il campione tedesco ne ha invece completati 30.
(Vai al sommario)GP di Monaco - Una torta per due
Monte Carlo, 23 maggio - Questo pomeriggio Rubens Barrichello ha festeggiato il suo trentesimo compleanno nel motorhome della Scuderia Ferrari Marlboro.Il pilota brasiliano ha spento le candeline in compagnia di tutti i componenti del team, che gli hanno anche dedicato la canzone "Tanti auguri". A festeggiare Rubens c'erano anche Jean Todt, Michael Schumacher e Luciano Burti.Rubens ha diviso la torta di compleanno con suo padre, nato proprio come il figlio il 23 maggio e presente qui a Monte Carlo, e ha poi brindato con tutta la squadra. (Vai al sommario)GP di Monaco - Williams e Jordan sostengono la Ferrari
Monte Carlo, 23 maggio - Jean Todt ha partecipato questo pomeriggio alla conferenza stampa FIA sul circuito di Monaco. Insieme a lui anche Sir Frank Williams ed Eddie Jordan che hanno sostenuto il punto di vista del Direttore della Scuderia Ferrari a proposito di quanto accaduto nel GP d’Austria. Molte delle domande dei giornalisti, infatti, hanno riguardato nuovamente proprio la decisione presa dalla Ferrari nello scorso Gran Premio. Sia Williams che Jordan hanno detto, infatti, di aver dato in passato ai propri piloti ordini di scuderia e si sono detti certi che questo accadrà anche in futuro. “Smettetela di rendere le cose difficili a Jean” – ha detto Jordan – “Sta facendo un ottimo lavoro e tutti vorrebbero essere al suo posto!” A Todt è stato chiesto se e quanto sia rimasto sorpreso delle reazioni, in alcuni casi molto dure, seguite al GP austriaco.“Sarebbe sbagliato dire che ci aspettassimo reazioni come quelle alle quali abbiamo effettivamente assistito” – ha detto Todt – “Però è successo e lo terremo presente in futuro”.“Non posso prevedere quella che sarà la strategia della Ferrari in futuro” – ha risposto il Direttore del team di Maranello quando gli è stato chiesto se questo lo porterà a decidere diversamente nel caso si ripresentasse la stessa situazione – “La Ferrari pensa che sia il caso di applicare una determinata strategia quando si verificano particolari circostanze ed è quanto successo in Austria. Abbiamo pensato che in quel momento non potevamo permetterci di perdere quattro punti. Indipendentemente dal fatto che sia stata una decisione giusta o sbagliata, quella è stata la nostra decisione e vogliamo rimanere coerenti con ciò che abbiamo fatto. Ho sentito i miei colleghi dire quanto sia dura la Formula 1, ed è vero, lo è anche per la Ferrari. La Ferrari è in Formula 1 da moltissimi anni e ha attraversato sia momenti belli che momenti meno belli. E’ anche capitato che perdessimo il campionato all’ultima gara e se adesso possiamo evitarlo, ci sentiamo in dovere di farlo”.
A Todt è stato anche chiesto se la Ferrari si sia scusata con il Primo Ministro austriaco.
“No, non ci siamo scusati. Sappiamo di non aver seguito integralmente il protocollo del podio ma non risponderò qui, perché la giusta sede per la risposta è il Consiglio Mondiale della FIA davanti al quale siamo convocati per il 26 giugno e al quale daremo una risposta”. Alcuni giornalisti hanno anche fatto riferimento al GP d’Austria del 1998, quando la McLaren aveva molto vantaggio in campionato rispetto alla Ferrari ma la Scuderia del Cavallino era riuscita a far diminuire tale vantaggio. A Todt è stato quindi chiesto se il vantaggio che ora la Ferrari detiene nel campionato possa considerarsi simile a quello che la scuderia anglo-tedesca aveva nel 1998 e quanto, di conseguenza, fosse necessario far vincere Michael. “Forse non sapremo mai se e quanto sia stato necessario” – ha detto Jean Todt – “Non penso si possa paragonare il 1998 a d oggi perché, se ricordo bene, non c’era la battaglia fra le due case fornitrici di gomme che c’è quest’anno, e sappiamo bene quanto siano determinanti al momento gli pneumatici. Mi dispiace dirlo davanti a Eddie ma noi siamo probabilmente il team più forte fra quelli che utilizzano le gomme Bridgestone. Ci troviamo a competere con altre squadre molto forti gommate Michelin e sappiamo perfettamente che se gli altri migliorano il loro pacchetto, allora potremo trovare molte macchine sulla nostra strada. Detto questo, sappiamo anche di avere una buona macchina e di aver bisogno di migliorarla, cosa che proviamo a fare ogni giorno, lavorando sul motore e sul telaio. Tuttavia il ruolo delle gomme è davvero importante e non possiamo prevedere quale evoluzione avrà: io non credo che nessuno, in questa stanza, posso prevedere quale casa fornitrice di pneumatici avrà la meglio. Non sappiamo cosa potrà succedere: potrebbe essere che nelle prossime gare saranno i nostri competitori a dominare, e noi dobbiamo essere preparati a questo."A Todt è stato quindi chiesto e oggi, con la supremazia tecnica e il vantaggio in punti cementato dopo l'Austria, prenderebbe nuovamente la famigerata decisione. "Credo sia giusto essere precisi" - ha puntualizzato Jean Todt - "non credo che dopo sei gare di campionato il nostro vantaggio sia così solido. Per quello che riguarda le case automobilistiche non ci sono grosse differenze, ma per quello che riguarda i piloti, probabilmente abbiamo un vantaggio. Ci troviamo nella stessa situazione del 2000, quando Michael conduceva la classifica di 22 o 24 punti e dopo tre gare era di nuovo indietro. Mi ricordo di aver detto ai miei ragazzi prima di Monza che, con tre gare ancora da fare, se volevamo conquistare il Campionato, dovevamo vincerne almeno due. Fortunatamente siamo riusciti a vincerne tre su tre. C'è ancora molta strada da percorrere e conosciamo questo mondo così bene, da dire che finchè non si è conquistato il titolo fisicamente il titolo, non si può dire di averlo in pugno. (Vai al sommario)GP di Monaco - Barrichello festeggia il suo compleanno
Monte Carlo, 23 maggio – Il primo giorno del GP di Monaco rappresenta sempre qualcosa di speciale nel calendario della F1 e oggi è particolarmente importante per uno dei ventidue piloti, e cioè Rubens Barrichello che oggi festeggia il suo trentesimo compleanno. Si fa fatica a credere che il pilota della Scuderia Ferrari Marlboro compia solo 30 anni, se si ripensa a quando, nel 1993, il musicista inglese Chris Rea gli dedicò una versione brasiliana della canzone “Tanti auguri” nel paddock di Monaco per festeggiare il suo 21esimo compleanno. Oggi Barrichello è il secondo pilota con la maggior esperienza in Formula 1, dopo il compagno di squadra Michael Schumacher. Purtroppo il compleanno non sarà festeggiato sotto un sole primaverile ma sotto la pioggia che probabilmente bagnerà la sessione di prove libere odierna; le barche nel porto, infatti, ondeggiano già vistosamente per il vento proveniente da levante, rendendo meno comoda la vita a bordo per gli ospiti VIP. Oggi farà la sua comparsa sul circuito un ospite del tutto speciale, Mika Hakkinen, che per la prima volta nella stagione tornerà nel paddock della F1. Il campione del mondo 1998 e 1999 ha infatti deciso di prendersi un anno sabbatico e ora c’è ovviamente molto interesse nei suoi confronti, specie per quanto riguarda quelli che saranno i suoi programmi futuri.
Per i meccanici della Scuderia Ferrari Marlboro sono già iniziate le normali attività in preparazione delle prove sul circuito particolarmente impegnativo del Principato. Con il paddock che si trova all’esterno dell’ultima curva, le vetture e tutto il materiale dovranno essere portati fino alla improvvisata pit lane, distante all’incirca 200 metri, che nel caso di pioggia metterà a dura prova il lavoro dei team, visto che offre poca protezione
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22 Maggio 2002 |
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GP di Monaco - Barrichello: 'La vita comincia a trent’anni'
Monte Carlo, 22 maggio – Visto che a Monaco tutto inizia con un giorno d’anticipo rispetto alle altre gare, sul circuito monegasco la conferenza stampa FIA si è tenuta questo pomeriggio . Anche Rubens Barrichello vi ha partecipato e, com’era prevedibile, quanto accaduto in Austria è stato ancora l’argomento prevalente. "Non mi ha affatto sorpreso la reazione del pubblico dopo il GP d’Austria” – ha detto il pilota della Scuderia Ferrari Marlboro. “Quando la gente guarda una corsa e si aspetta che accada qualcosa e poi questa cosa non accade, rimane delusa” – ha spiegato Rubens riferendosi al fatto di aver lasciato passare Schumacher per fargli conquistare importanti punti mondiali. "Da un lato mi sarebbe dispiaciuto non vederli delusi. Ma è stato nella conferenza stampa che normalmente segue la gara che mi sono reso conto delle reali dimensioni della cosa. E’ per questo che ho cercato di far calmare la situazione”. "Sono sicuro che parleremo molto prima della gara di domenica” – ha proseguito Rubens quando gli è stato chiesto di possibili ordini di scuderia anche questo weekend. "Ma ora non ci penso. Sono qui per correre e per cercare di vincere. Sento che è arrivato il mio momento, anche se non ho raccolto molti punti mondiali fino ad ora. Ciò che conta è quello che sento. E io sento di aver vinto in Austria e questo mi rende felice. In Austria, dopo essere andato per due volte sulla ghiaia in qualifica, avevo detto a me stesso che non avrei lasciato che Michael ottenesse la pole! In gara, ho spinto molto in partenza e anche Michael ha fatto lo stesso. Poi ho cercato di creare e mantenere un certo vantaggio”. A Rubens è stato anche chiesto se le sue buone prestazioni di quest’anno dipendano dalla F2002. “Credo di no” – ha detto il brasiliano, sostenendo che la differenza invece dipende più da lui stesso. “Non bisogna dimenticare che io ho ottenuto la prima pole della stagione con la vecchia macchina. La differenza è che io ho cambiato atteggiamento a partire dalle ultime quattro gare della scorsa stagione, dopo che il campionato era già stato deciso. Sapevo che era difficile battere Michael, perché è un pilota molto forte. Ora ho due anni di esperienza in proposito e durante la pausa invernale ho avuto tempo per rifletterci. Ho capito che ciò che conta davvero è ciò che è nella tua mente. Ci sono stati anche cambiamenti organizzativi; ad esempio,quest’anno ho un nuovo ingegnere di pista. Ma è vero anche che la F2002 è un’ottima macchina. Ho avuto troppe macchine non buone in passato per negare una cosa del genere”. Domani (giovedì) Rubens festeggerà il suo trentesimo compleanno e anche dieci anni di permanenza in Formula 1. "Spero sia vero che la vita inizia a trent’anni” – ha detto Rubens ridendo prima di rivolgersi a Juan-Pablo Montoya, seduto accanto a lui. “Non mi sento vecchio ma correvo con suo padre!” – ha scherzato il brasiliano – "E’ strano avere trent’anni perché ero abituato ad essere il pilota più giovane in tutto ciò che facevo, fino a quando Jan Magnusson non mi ha raggiunto alla Stewart. Ma sento davvero che è arrivato il mio turno e che vincerò”. (Vai al sommario)GP di Monaco - Schumacher: 'Quando il gioco si fa duro...'
Monte Carlo, 22 maggio – Al suo arrivo al paddock di Monte Carlo, Michael Schumacher ha incontrato la stampa nel motorhome Ferrari, parcheggiato proprio di fronte al porto della città. Anche per Michael inevitabilmente molte delle domande si sono concentrate su quanto accaduto nello scorso GP d’Austria e il campione del mondo ha ammesso che la reazione del pubblico e della stampa a Zeltweg l’ha molto colpito.
“All’inizio non sapevo come affrontare la situazione” – ha detto Michael – “Di sicuro ero sorpreso nel vedere quella reazione del pubblico e quella dei giornalisti in sala stampa. Non mi era mai capitato di affrontare una cosa del genere; credo che la parola migliore per descrivere come mi sentissi sia ‘impotente’. Ma anche sorpreso, perché credevo che la nostra strategia fosse del tutto trasparente e che sarebbe stata compresa”. In ogni caso, il pilota tedesco continua a supportare la decisione: “Penso che tutti abbiano capito la nostra filosofia e io ne condivido le ragioni. Nel 1997, ’98 e ’99 abbiamo passato delle annate difficili e penso sia meglio sopportare un po’ di critiche adesso, piuttosto che essere compatiti dopo. Questo è il modo in cui abbiamo sempre lavorato. Come squadra, abbiamo sempre cercato di vincere il campionato per noi e per i nostri tifosi e stiamo ancora cercando di continuare la nostra serie di successi.Schumacher non vuole commentare quello che potrebbe venir fuori dall’incontro con il World Motor Sport Council a Parigi il 26 giugno, ma per quello che riguarda la cerimonia del podio in Austria ha spiegato che aveva pensato di dare il suo trofeo a Rubens già prima di salire sul podio. “Gliel’ho dato non perché mi ha fatto passare sulla linea del traguardo, ma per altre ragioni, come il fatto che avevamo fatto un buon lavoro di squadra e lui meritava il trofeo.”Tirando le somme dell’evento austriaco, il campione del mondo lo descrive come una “gara non consueta”, prima di aggiungere: “Nella mia carriera, il 98% delle mie vittorie è stato nella norma, mentre questa è stata solo un’eccezione. Credo che la situazione in Austria sia stata esagerata”. Alla domanda se i dieci giorni passati abbiano avuto un’influenza negativa o positiva sulle sue motivazioni e sul suo entusiasmo per lo sport, Michale sorride e risponde: “Mi conoscete: quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”. Riguardo questo week-end è stato chiesto a Michael un commento sullo concentrazione necessaria per evitare le barriere, estremamente chiuse su questo circuito stradale letteralmente unico. “In realtà non penso molto ai muri” – spiega il pilota tedesco – “Non credo che sia necessario un comportamento particolare nella ricerca del giro pulito. Bisogna solo aspettare il momento giusto, quando il circuito è nelle condizioni migliori per uscire, come si farebbe in ogni altra pista. Dal momento che vengo qui da tanti anni, lo sento come una cosa naturale. Mi ricordo le corse in Formula 3 sul circuito stradale di Macau e ho imparato che non bisogna colpire le barriere in nessuna sessione perché questo significa perdere una buona posizione in qualifica. Questa esperienza mi ha insegnato molto”.
Il suo unico rimpianto questo week-end? “Mi sono divertito molto a giocare nella partita di beneficenza, ma avrei voluto segnare un gol!” (Vai al sommario)Brawn: 'A Monaco bisogna sempre aspettarsi l’imprevedibile'
Maranello, 22 maggio - E’ conosciuto come il gioiello della corona di Formula 1, ma sicuramente non è una delle piste più facili in cui lavorare tra tutte quelle del mondiale. Nonostante tutto però, molti amano la sfida tecnica che il circuito stradale di Monaco rappresenta. “Pochi anni fa, si doveva solo riempire la macchina di carburante e il pilota avrebbe girato andando sempre più veloce giro dopo giro. Adesso il GP di Monte Carlo è una vera sfida, perché comporta la messa a punto di una macchina veloce, ma soprattutto precisa” - spiega Ross Brawn, Direttore Tecnico della Ferrari - “Un pilota non può gareggiare con del sottosterzo su una pista come Monaco, dove le barriere fiancheggiano il tracciato. Questo perché deve essere in grado di ‘mettere’ la macchina esattamente dove vuole, anche ad alta velocità. La pista è accidentata e piena di cunette, fattore che impedisce la perfetta messa a punto. E’ sempre un compromesso in cui si deve sacrificare la performance in una curva per poter guadagnare di più in un altro punto critico”.Entrambi i piloti Ferrari pregustano la sfida del circuito di Monaco, dove un pilota non può permettersi di fare errori, ma dove un giro veloce dà molta più soddisfazione che nella maggior parte degli altri tracciati. “E’ sempre divertente per me quando un pilota ritorna ai pit da un giro di qualificazione veloce e ci sono i segni sulle gomme laddove ha sfiorato le barriere. Poi, si va a controllare la geometria delle sospensioni e tutto è perfetto. Comunque, per ogni evenienza, abbiamo sempre una buona scorta di tiranti dello sterzo nella
pit-lane” - sottolinea Ross con un sorriso. La natura di questo circuito stradale, lento e ricco di curve, richiede una configurazione aerodinamica che consenta un grado elevato di aderenza e il set-up meccanico più leggero di tutta la stagione. La corretta messa a punto del controllo di trazione è vitale su questo tracciato, ma non può essere programmato in modo troppo rigido, altrimenti il pilota non è più in grado di controllare la macchina. Se in una particolare curva questi sente il bisogno di un maggiore o minore controllo di trazione può programmarlo direttamente dall’abitacolo, e poi il software lo tiene in memoria per il giro successivo. Solitamente, il set-up del controllo di trazione sul giro è già prefissato, grazie ai programmi di simulazione di gara si effettuano durante i test.Il sofisticato software usato adesso in Formula 1 è un elemento chiave per ogni gara, ma particolarmente per Monaco. “Michael dovrà fare tre o quattro giri e poi insieme ai suoi ingegneri e analisti studiare le aree di problema e tirare fuori il modo migliore per migliorare la macchina. E’ un lavoro reso più difficile dalle condizioni non ottimali di Monaco, dove non abbiamo fisicamente lo spazio necessario ad operare” - spiega ancora Ross - “Le molte curve strette comportano anche una geometria delle sospensioni anteriori modificata, per dare alla macchina abbastanza angolo di sterzata per affrontare le curve”. In compenso le gomme non sono un problema, e una strategia ad una sosta è usuale su questo tracciato anche quando la squadra corre con una mescola molto morbida.La Ferrari gareggerà con una mescola nuova per il weekend: “Si può essere soddisfatti della macchina già il giovedì” - conferma Brawn - “e poi, quando si corre di nuovo il sabato, dopo la pioggia o dopo che le normali macchine da strada hanno percorso tutto il circuito nel giorno di pausa, si deve ricominciare di nuovo da capo per trovare il giusto assetto.” Meccanicamente, il tracciato non è molto impegnativo per il telaio. La trasmissione può subire qualche colpo a causa delle cunette, ma il sistema del controllo di trazione aiuta ad eliminare un notevole quantitativo di stress rispetto agli anni passati. Il set-up morbido del telaio a sua volta assorbe buona parte delle sollecitazioni che derivano dal colpire i cordoli. “Il problema singolo più impegnativo sono le barriere. Se un pilota fa soltanto un piccolo errore e le colpisce troppo forte può rovinare completamente la giornata di lavoro” - dice Ross. Lo sforzo richiesto al motore è forse il più basso della stagione, ma siccome questo lavora in modo differente rispetto agli altri circuiti, può creare altre complicazioni, come alte temperature di scarico, problema che si è presentato alla Ferrari proprio un paio d’anni fa, causando una rottura. “Adesso è un aspetto che monitoriamo più strettamente in questo GP” - conferma Brawn.Le qualifiche sono un elemento chiave a Monte Carlo, a causa della difficoltà di sorpasso. “Solitamente prepariamo un sistema di frenata leggero per le qualifiche, ma a parte ciò la macchina rimane sostanzialmente la stessa”- conclude Ross - “a Monaco bisogna sempre aspettarsi quello che non ti saresti mai aspettato”. (Vai al sommario)
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