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21-7-2002 SCHUMACHER CAMPIONE DEL MONDO PER LA QUINTA VOLTA
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GP di Francia - Una vittoria che consegna Michael Schumacher alla leggenda |
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Magny-Cours, 21 luglio -Grazie alla vittoria conseguita a Magny Cours, alla fine di una gara ricca di emozioni, Michael Schumacher conquista il suo quinto titolo mondiale, eguagliando il record di Juan Manuel Fangio, fino a oggi unico pilota in grado di vincere ben cinque Campionati del Mondo di F1.
Michael Schumacher, aiutato da una vettura praticamente perfetta fin dall'inizio della stagione, ha vinto nove delle undici gare finora disputate, finendo sempre e comunque sul podio , riuscendo nell’impresa di conquistare il titolo mondiale in soli 140 giorni, all’undicesima gara, oltre che a conquistare la sua sessantunesima vittoria in carriera, come nessun altro nella storia della Formula 1. Come se non bastasse, con la sesta vittoria sul circuito di Magny - Cours, il tedesco raggiunge quota 897 punti in carriera, e porta a sedici il numero dei Gran Premi consecutivi nei quali ha ottenuto punti.
La festa, per la Ferrari, non può però essere completa visto il ritiro di Rubens Barrichello. Per il pilota brasiliano non c’è stata neppure la possibilità di partire, dal momento che – come già a Silverstone – un problema elettronico lo bloccava in griglia. Ma, al contrario della gara inglese, qui il ferrarista non riusciva a prendere il via neppure dai box. A nulla è valsa la sostituzione del volante effettuata dai meccanici in corsia box.
Così, sotto un cielo sereno e con una temperatura molto alta, la gara ha preso il via purtroppo senza uno dei suoi protagonisti più attesi.
Alla partenza, Montoya ha avuto un ottimo spunto ed è riuscito a mantenere la testa dalla gara davanti a Michael Schumacher. Alle loro spalle, mentre Sato spingeva Panis fuori pista, Raikkonen ha conquistato la terza posizione , seguito dalla BMW-Williams di Ralf Schumacher, da Coulthard e da Button.
Al giro 7, Massa ha dovuto scontare un drive through di penalizzazione per partenza anticipata. Rientrando in pista, il pilota della Sauber ha tagliato poi la linea che delimita la corsia di accelerazione e d è stato , pertanto, di nuovo richiamato per un’ulteriore penalità.
In testa alla gara, Montoya e Schumacher imprimono il loro ritmo, seguiti da molto vicino da Raikkonen, mentre Ralf Schumacher e Coulthard restano più indietro. Proprio il tedesco della BMW-Williams è il primo dei piloti di testa a fermarsi per rifornimento e cambio gomme, al giro 22, seguito al giro successivo dal compagno di squadra Montoya, che lascia così la testa della corsa a Michael Schumacher. Il ferrarista, come di consueto, spinge al massimo nei giri che precedono il suo pit stop, che arriva al ventiseiesimo giro. L’impeccabile lavoro dei meccanici consente al pilota tedesco di rientrare davanti a Montoya, ma anche Michael tocca la linea bianca in uscita dalla corsia di accelerazione.
Fiutando il pericolo di ricevere una penalità come il pilota della Sauber, il campione del mondo inizia a forzare il ritmo, riuscendo a guadagnare, in pochissimi giri, più di nove secondi di vantaggio su Montoya. Rifornivano, nel frattempo, un po’ tutti i protagonisti della gara, compresi Raikkonen e Coulthard, rispettivamente al giro 27 e al giro 28. Al trentacinquesimo giro Michael Schumacher rientra in corsia box per scontare la sua penalità, tornando in pista in terza posizione, alle spalle di Montoya e Raikkonen.
Le posizioni restano invariate fino al momento della seconda sosta ai box. E’ Montoya il primo a fermarsi, nel corso del giro 43, seguito al giro 44 da Ralf Schumacher. Sia la Ferrari che la McLaren, invece, riforniscono più tardi. Schumacher rientra al giro 48, imitato, un passaggio dopo, da Raikkonen. Un po’ a sorpresa, il giovane pilota della McLaren riusce a sopravanzare il ferrarista, mentre Coulthard continua a rimanere in pista fino al giro 54. Lo scozzese, grazie a questa strategia, riesce a portarsi in terza posizione subito alle spalle di Schumacher. Ma, anche per Coulthard arriva la penalità per aver superato la linea bianca all’uscita della corsia box. In questo modo Schumacher, con Montoya in quarta posizione, può concentrarsi sull’unico ostacolo che lo separa, proprio Raikkonen.
Schumacher inizia così a spingere per mettere pressione il finlandese. A quattro giri dalla fine la svolta della gara: nei pressi del tornante Adelaide, il tedesco passa in testa complice un errore del pilota della McLaren, che va lungo e quasi fuori pista a causa dell’olio lasciato sul tracciato dalla rottura del motore della Toyota di McNish.
Nei quattro giri che separano Michael dal traguardo, Raikkonen non lascia nulla d’intentato ma il ferrarista non ha problemi a controllarlo fino alla bandiera a scacchi che gli consegna la vittoria del Gran Premio e soprattutto del Mondiale 2002, davanti alla gioia di tecnici e meccanici saliti a salutare il trionfo del loro pilota sul muretto dei box, e a un pubblico entusiasta.
A completare il podio, i due piloti della McLaren-Mercedes, Raikkonen, autore di una splendida prestazione, e David Coulthard. A chiudere la rosa dei primi sei, Montoya, Ralf Schumacher e Jenson Button. Appena fuori dalla zona punti Nick Heidfeld, con la Sauber spinta dal motore Ferrari, e Mark Webber, autore di una gara molto positiva.
Nella classifica piloti, Michael Schumacher sale ora a quota 96, precedendo Montoya a 34, Barrichello e Ralf Schumacher a 32, Coulthard a 30. Rimane perciò ancora aperta la lotta per il secondo posto. Nella classifica costruttori, la Ferrari sale a quota 128 punti, contro i 66 della Williams e i 47 della McLaren.
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Grande successo per Schumacher |
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Magny-Cours, 21 luglio -Michael Schumacher ha conquistato oggi sul tracciato di Magny-Cours il quinto titolo della carriera, entrando nell'olimpo della Formula 1 uguagliando il primato di Juan Manuel Fangio. E'il terzo mondiale di Schumacher con la Ferrari, la quale ora detiene 12 titoli piloti. Per Michael si è trattato della 61° vittoria!
"Grazie è una parola troppo piccola per ciò che la squadra ha fatto per me. Apprezzo tutti loro per il lavoro che svolgono e per la loro motivazione. Non pensavo al mondiale in questo weekend, ma quando ho visto che Rubens è uscito e dove'era Montoya ho iniziato a pensarci. La partenza è stata molto eccitante. Eravamo tutti più veloci di Montoya. Ho cercato di andare all'esterno e Kimi all'interno. Siamo entrati nella chicane tutti e tre assieme. E' stato davvero divertente. Poi ho commesso un errore con la linea bianca ed ho pensato che fosse finito tutto. Dopo il secondo pit stop sono rimasto tranquillo ed ho iniziato a spingere a dieci giri dal termine. Non credo che avrei passato Kimi se non fosse stato per l'olio. Lui ha guidato una gara fantastica. Vederlo in difficoltà mi ha aiutato a stare attento. Ero preoccupato di essere passato con la bandiera gialla, ma in effetti è stato dopo l'incidente ed ero sulla linea giusta, Kimi ne era fuori. Una volta davanti, sono stati i cinque giri più brutti della mia vita ed ho realizzato che il campionato era nuovamente vinto. Ho avuto un grande peso sulle spalle ed ho avuto paura di fare un grande errore. Quei giri sono sembrati interminabili. Dopo la bandiera a scacchi ho sentito una forte scarica emotiva ed ho capito quanto amo questo sport. Tutti i titoli hanno provocato emozioni diverse, come anche le vittorie nei Gran Premi, quindi non ci si abitua mai. Ora possiamo concentrarci su una gara alla volta e speriamo di vivere qualche corsa eccitante." ha detto Michael Schumacher.
Rubens Barrichello ha invece vissuto una pessima giornata. Il pilota brasiliano è rimasto bloccato sulla griglia, ma con la vettura ancora montata sui cavalletti anteriori. Una volta tornato al suolo è stato accompagnato sulla pit lane da dove sarebbe dovuto partire, ma il motore si è rifiutato di funzionare e la sua gara è così finita prima ancora di iniziare.
"Dopo quello che mi è accaduto in partenza, ho lasciato il circuito. Ero sull'aereo pronto a partire quando ho saputo che Michael aveva vinto. Ho sentito che dovevo tornare alla pista, perchè siamo una famiglia e siamo molto uniti. Non so cosa sia accaduto. Il motore non si è mai acceso, nonostante abbiamo provato di tutto. Abbiamo cambiato il volante, premuto tutti i bottoni, ma non c'è stato nulla da fare. Dovremo analizzare il problema per trovarne la causa, ma secondo me si è trattato di un inconveniente diverso rispetto a quanto è accaduto a Silverstone. Sono molto deluso perchè ero molto fiducioso sulla macchina ed ero certo di poter fare una buona gara. Ora penso già al prossimo Gran Premio." ha dichiarato Rubens.
"Le parole non possono descrivere questo risultato. Conquistare il titolo alla 11° gara su 17 è fantastico. Questa vittoria è il risultato di tutto il lavoro svolto dalla Ferrari. Tutti, piloti, ingegneri, meccanici hanno lavorato assieme, unendo la stessa passione e determinazione. Hanno messo anima e corpo in questo lavoro per la Ferrari. Una speciale menzione per il Presidente Montezemolo per il supporto che ci ha sempre dato. Vorrei anche ringraziare i nostri partners,come la Bridgestone, senza i loro sforzi non avremmo potuto raggiungere questo risultato e la Shell, che ha creduto in noi dal 1996" conclude Jean Todt.
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Ripercorriamo le altre quattro stagioni magiche del tedesco. |
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MAGNY-COURS (Francia), 21 luglio 2002 - Come Fangio, il campione dei campioni degli anni 50. Michael Schumacher entra nella leggenda della F.1 conquistando in Francia il quinto Mondiale e uguagliando così il grande pilota argentino, fino a qualche anno fa assolutamente irraggiungibile. Michael sta riscrivendo il libro dei record e, sulla strada verso il titolo numero cinque, è riuscito a diventare anche il pilota che ha vinto un campionato con il maggior anticipo indossando la corona 6 gare prima della conclusione. E, giova ricordarlo, il ferrarista ha soli 33 anni e - sempre che lo voglia - altri traguardi da raggiungere. Intanto si gode l'ennesima perla di una serie iniziata nel 1994.
IL PRIMO CENTRO - La prima gioia del pilota tedesco arriva nel '94, con la Benetton-Ford. E' l'anno della morte di Senna. Il brasiliano della Williams parte favorito, ma Schumacher vince i primi due GP. A Imola Ayrton perde la vita (nello stesso fine settimana in cui muore Ratzenberger). Per Schumi sembra una passeggiata: ha 40 punti dopo 4 gare, Damon Hill solo 7. L'imprevisto accade in Gran Bretagna: Schumi è 2° ma viene squalificato per aver sorpassato nel giro di ricognizione e non si ferma benché gli venga esposta la bandiera nera. Viene sospeso per due GP e Hill può rimontare. E in Belgio Michael subisce un altro colpo: vince ma viene tolto dalla classifica per irregolarità del fondo piatto. L'ultima gara si corre in Australia, lui e Damon sono staccati di un solo punto. Decide un contatto al 35° giro: Schumi finisce lungo e contro un muretto, torna in pista nel momento in cui l'inglese cerca di passarlo e chiude. I due si toccano: la Benetton è subito ko, la Williams riesce ad arrivare ai box ma non c'è niente da fare causa una sospensione piegata. Schumacher è campione del mondo per la prima volta.
IL DOMINIO - Nel '95 arriva il bis. Ed è un bis spaventoso. La Benetton passa dal V8 Ford al V10 Renault. Schumi è un rullo compressore: vince ben 9 corse su 17, conquista il titolo nel GP del Pacifico a due gare dalla fine. Damon Hill ammette più volte la superiorità schiacciante del rivale le cui imprese principali arrivano a Montecarlo e nei due GP di casa, Hockenheim e Nuerburgring, GP in cui corona una grande rimonta sorpassando Alesi a due giri dal termine. Il punteggio finale è perentorio: Schumi 102, Hill 69.
GIOIA ROSSA - Nel '96 Schumi passa alla Ferrari. Ma prima di tornare campione attraversa momenti amari, dalla collisione con Jacques Villeneuve nel '97 all'ultima corsa, alla superiorità McLaren del '98, all'incidente di Silverstone nel '99 che gli costa metà stagione. E' il 2000 l'anno del magico riscatto. Vince subito le prime tre gare e si porta nettamente in testa. Sembra una stagione tranquilla ma non è così: a Montecarlo gli scarichi lo mettono ko bruciandogli una sospensione, in Austria e in Germania finisce fuori al via coinvolto in incidenti. Hakkinen risale e, a 4 GP dalla fine, lo sorpassa in classifica. Ma Schumi e la Ferrari reagiscono vincendo le ultime quattro gare e riportando a Maranello il Mondiale che mancava da 21 anni.
LA REPLICA-Il 2001 regala lo stesso trionfo ma con molta meno sofferenza. La stagione - al volante di una Ferrari F2001 sembrata subito molto valida - si rivela una cavalcata trionfale con Michael che mette insieme nove vittorie e undici pole senza mai vedere il suo dominio contrastato dai rivali. La McLaren non è affidabile, la Williams cresce solo nel finale e il tedesco del Cavallino porta a casa la certezza aritmetica della corona iridata già in Ungheria, vincendo la gara, con quattro gare d'anticipo sulla conclusione del Mondiale. Una superiorità schiacciante, che ha gettato le basi per il trionfo di questo incredibile 2002.
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I pluridecorati della F.1 |
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Vincendo il Mondiale 2002 in Francia, Michael Schumacher ha raggiunto a quota cinque titoli Juan Manuel Fangio. Questa la classifica dei piloti che hanno vinto più di un titolo iridato:
5 Mondiali: FANGIO ('51-'54-'55-'56-'57) e M. SCHUMACHER('94-'95-2000-2001-2002)
4 Mondiali:PROST ('85-'86-'89-'93)
3 Mondiali: BRABHAM ('59-'60-'66) - STEWART ('69-'71-'73) - LAUDA ('75-'77-'84) - PIQUET ('81-'83-'87)
SENNA ('88-'90-'91)
2 Mondiali:ASCARI ('52-'53) - G. HILL ('62-'68) - CLARK ('63-'65) - E. FITTIPALDI ('72-'74) - HAKKINEN ('98-'99)
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